Con il sogno europeo ormai appeso a un filo dopo il ko di Cagliari (e legato di fatto soltanto all’esito della finale di Coppa Italia), nelle ultime ore hanno iniziato a circolare anche i primi interrogativi sul futuro di Raffaele Palladino. Uno scenario che, a nostro modo di vedere, avrebbe poco senso. Perché il tecnico campano resta una delle poche certezze di questa stagione tutt’altro che positiva: ha infatti ereditato un’Atalanta in enorme difficoltà, tredicesima in classifica e psicologicamente svuotata dopo il fallimento della parentesi Ivan Juric, riuscendo comunque a riportarla in corsa per l’Europa, fino agli ottavi di Champions League e alla semifinale di Coppa Italia. Non è bastato per salvare l’annata, certo, ma abbastanza per pensare che da lui si debba ripartire.

Eppure, secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, nelle ultime settimane (come riferito anche da Nicolò Schira) sarebbero aumentate le riflessioni interne al club sul futuro dell’allenatore, nonostante un contratto in essere fino a giugno 2027. “Meno di due mesi fa il club aveva avuto un incontro con i rappresentanti dell’allenatore per parlare di un eventuale rinnovo all’interno di un momento felice. C’era una certa distanza tra domanda e offerta, le parti avevano deciso di riaggiornarsi. L’ultimo mese e mezzo non ha soddisfatto il club, compresa la bruciante eliminazione in semifinale di Coppa Italia - ha scritto Pedullà. E adesso montano le perplessità soprattutto da parte della società che non è totalmente convinta di procedere. Nulla di deciso, ma quotazioni in ribasso rispetto a una situazione completamente diversa a cavallo tra febbraio e marzo”.

Sezione: Primo piano / Data: Mer 29 aprile 2026 alle 22:25
Autore: Redazione
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