Mancano 270 minuti alla fine del campionato e, per l’Atalanta di Raffaele Palladino, l’obiettivo minimo è ormai diventato quello di difendere il settimo posto, posizione che garantirebbe almeno la qualificazione alla prossima Conference League. Un traguardo che, però, ricordiamo, non dipende soltanto dalla Dea.

IL NODO COPPA ITALIA - Sì, perché a complicare i piani nerazzurri c’è innanzitutto la finale di Coppa Italia fra Inter e Lazio. In caso di vittoria dei biancocelesti, infatti, la Lazio si qualificherebbe direttamente alla prossima Europa League tramite il trofeo nazionale, facendo così slittare il sesto posto in campionato in Conference e annullando di fatto il valore europeo del settimo. E non è tutto, perché la squadra di Maurizio Sarri resta anche pienamente in corsa in Serie A, distante solamente quattro punti dalla Dea a tre giornate dalla fine.

I PUNTI CHE SERVONO ALLA DEA - Per questo motivo, in casa Atalanta si guarda inevitabilmente sia alla finale del trofeo nazionale sia agli ultimi impegni di campionato contro Milan, Bologna e Fiorentina. La situazione, però, è abbastanza chiara: se la Lazio dovesse vincere tutte e tre le partite rimaste (contro Inter, anche in campionato, Roma e Pisa), l’Atalanta sarebbe obbligata a conquistare almeno cinque punti nelle ultime tre giornate per difendere aritmeticamente il settimo posto, grazie agli scontri diretti favorevoli. Tradotto: una vittoria e due pareggi basterebbero alla Dea per restare davanti ai biancocelesti anche nel caso di percorso netto della squadra romana. In alternativa sarebbero sufficienti anche due vittorie, pure a fronte di una sconfitta. Se invece la Lazio dovesse lasciare punti per strada, la quota si abbasserebbe ulteriormente.

Sezione: Primo piano / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 23:41
Autore: Redazione
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