Raffaele Palladino parla spesso del Dna della sua Atalanta. Una squadra coraggiosa, che se la gioca a viso aperto con tutti e che, soprattutto, non molla mai. Proprio quest'ultimo aspetto è emerso, ulteriormente, nel pomeriggio di San Siro, quando la Dea è riuscita a trovare il pareggio contro l'Inter, ancora una volta, nei minuti finali. Non di certo una novità per la squadra di Palladino, quella di segnare nell'ultima parte di partita. 

A confermalo sono i numeri. Il tecnico campano è sulla panchina della Dea da 28 partite, tra Serie A, Champions League e Coppa Italia. In queste 28 gare, l'Atalanta ha segnato almeno una rete nell'ultimo quarto d'ora in 17 occasioni. In totale, sono 21 le reti messe a segno dai ragazzi di Palladino dopo il 75' delle 48 totali della sua Atalanta. 

"Questo vuol dire che non molliamo mai - ha sottolineato l'allenatore di Mugnano - Ed è una cosa che rispecchia il mio carattere, qualcosa che cerco da sempre di inculcare ai ragazzi. Certo, mi piacerebbe segnare di più anche prima, anche perché andare sempre a riprendere le partite non è facile. Dobbiamo migliorare sotto questo aspetto". 

La capacità di segnare nel finale, però, non è solo un questione caratteriale. Sono fondamentali anche la condizione atletica e l'apporto che porta la panchina. Altri due aspetti fondamentali nell'Atalanta di Palladino. Anche in questo caso, la partita con l'Inter è stata una fotografia perfetta. I subentrati Hien, Sulemana, Krstovic, Ederson e De Ketelaere hanno avuto un impatto importante sul match, contribuendo all'1-1 finale. 

"Stiamo bene e riusciamo a tenere alto il livello fino alla fine - ha aggiunto l'allenatore della Dea - E l'apporto della panchina è fondamentale. Chiunque entri riesce sempre a esprimersi al massimo e questo mi gratifica come allenatore, perché vuol dire che siamo chiari e in grande sintonia coi ragazzi".

Sezione: Primo piano / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 17:09
Autore: Gianluca Pirovano
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