Non una critica qualsiasi, ma un affondo diretto e destinato a far discutere. Philipp Lahm, ex capitano del Bayern Monaco e della Nazionale tedesca, ha scelto le colonne del The Guardian per mettere in discussione il calcio italiano e, nel farlo, ha chiamato in causa anche l’Atalanta e il suo approccio tattico super aggressivo (nato con Gian Piero Gasperini negli scorsi anni e portato avanti anche dall’attuale tecnico, Raffaele Palladino).

L’ex capitano del Bayern è partito da un ricordo personale per spiegare il concetto alla base della sua analisi: “A noi gli allenatori dicevano: ‘Segui il tuo avversario in bagno’. Volevano una marcatura a uomo, così i difensori non potevano pensare troppo. Questo approccio superato, retrò, sta tornando in auge per colpa dell’Atalanta che ha vinto l’Europa League nel 2024 contro il Bayer Leverkusen, giocando in quel modo”.

Poi è entrato nel merito, portando un esempio concreto e recente: il doppio confronto tra la Dea e il Bayern negli ottavi di finale di Champions League, chiuso con un pesante 10-2 complessivo (6-1 a Bergamo e 4-1 in Germania). “Giocando così non sempre fai risultato. Contro una squadra nettamente superiore per qualità, non puoi marcare a uomo. L’Atalanta lo sa bene, lo ho capito negli ottavi di finale di questa edizione della Champions contro il Bayern. La squadra di Vincent Kompany ha avuto spazi incredibili e ha segnato 10 goal tra andata e ritorno. Raramente una partita a eliminazione diretta è stata così a senso unico”.

Il discorso di Lahm si è poi allargato al sistema calcistico italiano nel suo complesso, con un giudizio molto netto: “La scuola spagnola ha soppiantato quella italiana come modello di eccellenza. L’Italia continua a produrre allenatori per il mercato internazionale, anche dopo Carlo Ancelotti. Ma le squadre non vincono più. Il calcio italiano manca di intensità, impegno, dinamismo, atletismo. Non ha iniziativa, per questo non ha giocatori di livello mondiale. L’ho scritto nella mia rubrica e sono stato attaccato dal Süddeutsche Zeitung, che ha definito tutto questo un cliché”.

Infine, l’ex difensore tedesco ha lanciato un monito anche alla Germania, evidenziando un rischio di involuzione tattica: “L’Italia è rimasta indietro. Se la Germania imbocca questa nuova squadra potrebbe fare la fine dell’Italia. Tutto ciò può succedere anche a noi. Mi sorprende che così tanti difensori in Bundesliga stiano di nuovo marcando a uomo. Seguono gli avversari fino in bagno. Anche il Bayern lo fa, con Kompany. In Bundesliga, dove c’è poca concorrenza, gli errori non vengono puniti”.

Sezione: News / Data: Mar 07 aprile 2026 alle 21:20
Autore: Redazione
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