Al termine della vittoria per 4-0 contro il Parma di Carlos Cuesta, il tecnico dell’Atalanta, Raffaele Palladino, è intervenuto ai microfoni di Dazn per commentare il successo dei suoi. Di seguito, le sue dichiarazioni. “Parto da Krstovic, perché oltre ai gol mi piace il suo atteggiamento, lo spirito che ha quando subentra. Deve essere la nostra mentalità, tutti per aiutare nel momento delicato della partita. Se noi tutti facciamo questo abbiamo già fatto tanto, possiamo mettere in difficoltà gli altri con alcune qualità ma questo spirito non può mancare. Il modulo per me è un numero. Si può giocare a tre ma dipende dalle caratteristiche degli avversari. Raspadori deve giocare sotto la punta, dentro il campo, trova benissimo gli spazi e riesce a capire dove può fare male. Io do loro molta libertà. Devono giocare di reparto, bene tecnicamente e anche con altruismo, a fine primo tempo abbiamo avuto troppi personalismi. Io voglio vedere un gioco di squadra, con il compagno. Poi si può giocare come volete, ma l’importante è che si facciano le cose giuste”.

Dopo i due gol iniziali siete rimasti lucidi anche nei momenti di difficoltà contro il Parma:
“È vero. In Champions con il Bilbao ci siamo fatti del male, non ci aspettavamo di andare sotto di tre gol dopo un primo tempo così. I primi due giorni sono stati duri da digerire, ma quello che mi è piaciuto della squadra è che si è subito rialzata. Sono stati bravi nello spogliatoio, abbiamo analizzato e siamo ripartiti forte. Oggi affrontavamo una squadra che ha messo in difficoltà tanti fuori casa, far quattro gol contro di loro è complicato. Si difendono bene, siamo stati dentro alla partita dal primo minuto. Abbiamo giocato insieme, siamo andati sul 2-0 e nel secondo tempo abbiamo difeso bene. Abbiamo capito il momento, con l’inerzia della gara il Parma ci poteva mettere in difficoltà. Abbiamo difeso e sul momento giusto l’abbiamo chiusa. La maturità mi è piaciuta oggi”.

Il giorno di riposo dopo il Bilbao è servito anche a livello mentale?
“Io ero calciatore fino a cinque anni fa, a volte il giorno libero serve di più che un giorno di allenamento. A gennaio abbiamo giocato tanto, hanno avuto solo due giorni liberi, staccare la spina può essere più importante a volte. È stato importante staccare un giorno, poi quando abbiamo analizzato lo abbiamo fatto in maniera matura, dura e giusta, perché qualcosa da sistemare c’era, ma mi è piaciuto che ci sia stata una risposta da grandi uomini dopo quella sconfitta”.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 25 gennaio 2026 alle 18:04
Autore: Redazione
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