Conferenza stampa in vista di Atalanta-Hellas Verona per Paolo Sammarco, tecnico degli scaligeri. La gara è in programma domenica 22 marzo alle 15 alla New Balance Arena.
Ha analizzato insieme alla squadra i motivi del blackout con il Genoa? Chi recupera?
"Come detto, fino a quel momento avevamo tenuto bene il campo, concedendo poco, pur non creando tantissimo. Il gol subito ci ha un po’ destabilizzato, anche se inizialmente abbiamo avuto una reazione, andando subito in avanti e creando due occasioni con Orban e Valentini che non siamo riusciti a concretizzare. Successivamente, però, siamo diventati un po’ disordinati: abbiamo perso lucidità e le giuste distanze tra i reparti. Non siamo riusciti a reagire fino alla fine, un aspetto su cui dobbiamo migliorare. Dobbiamo sempre dare senso al nostro gioco, non lasciare nulla in campo e reagire fino all’ultimo minuto. Per quanto riguarda gli infortunati, recuperiamo Bernede e Slotsager, mentre Lovric non sta ancora bene".
Spesso la squadra ha alternato prestazioni molto diverse: ad esempio, contro il Bologna siamo riusciti a pareggiare subito e a reagire, mentre contro il Genoa abbiamo preso un gol e ci siamo un po’ sciolti. Perché?
"Il motivo è difficile da spiegare. Bisogna sicuramente considerare gli avversari. Col Bologna siamo stati bravi a reagire subito, col Genoa invece ci siamo allungati e abbiamo fatto fatica a mantenere le distanze. Se pensiamo alla sfida con il Napoli non c’è stata una reazione immediata ma siamo stati bravi a rimanere in partita e ad avere occasione per riprenderla. È un campionato difficile, con squadre veramente forti, quindi dobbiamo restare sempre concentrati e lucidi: anche subendo un gol, possiamo avere occasioni per pareggiare o vincere".
Questi giocatori hanno una qualità tecnica indiscutibile, il problema può essere stato prevalentemente dal punto di vista caratteriale?
"Può essere. Può anche dipendere dal fatto che, se guardiamo agli errori tecnici commessi col Genoa rispetto al Bologna, forse la pressione di dover vincere quella partita, dopo il successo precedente, ha influito. Tuttavia, siamo professionisti: dobbiamo andare oltre, dare sempre il massimo e cercare di sfruttare al meglio tutto ciò che facciamo in campo".
Come si affronta questo finale di campionato vista la classifica?
"Dobbiamo affrontare ogni giornata con la giusta mentalità. Come abbiamo già detto probabilmente due settimane fa, quando siamo passati da una partita in cui la classifica sembrava condannarci a una retrocessione a un match in cui abbiamo riacceso la speranza. Se riusciamo a farlo più volte, significa che possiamo ottenere risultati. L’ho detto anche alla squadra: tutti noi, dello staff e i ragazzi, abbiamo obiettivi anche personali, che devono essere messi in gioco insieme al contributo del gruppo. È la combinazione tra il lavoro del singolo e quello dei compagni che può portarci a risultati importanti. A volte, proprio qualcosa di personale messo in mostra può diventare la scintilla per fare bene le cose in campo".
Che avversario trovate e che partita si aspetta?
"L'Atalanta è senza dubbio tra le 5-6 squadre più forti del campionato, è arrivata anche agli ottavi di Champions League. Sarà una partita difficile: loro giocheranno come sempre con intensità, aggredendo alto perché fa parte del loro DNA. Da parte nostra, dobbiamo affrontarla con grande attenzione, sfruttando ogni errore che gli avversari possono commettere, gestendo la palla per non concedere troppo e cercando di approfittarne ogni volta che si presenta l’occasione".
Il Verona è la squadra con la peggiore difesa del campionato. Come sta vivendo questo momento delicato Montipò?
"È un professionista: naturalmente, come tutti noi, soffre guardando la classifica e sapendo che non stiamo rendendo al massimo. È un ragazzo molto disponibile, attento e con grande voglia di fare. Non ho alcun dubbio su di lui: è il capitano e cerca sempre di aiutare la squadra, anche nei momenti più difficili, quindi in questo momento non vedo problemi".
Visto il momento che state vivendo, è giusto cominciare a pensare al futuro e inserire qualche giovane in maniera più significativa in Prima squadra? Per quanto riguarda Belghali, sta meglio?
"Sui ragazzi della Primavera vediamo, stanno facendo un percorso e non voglio parlare di futuro in questo momento perché dobbiamo concentrarci sulla partita di domenica. Per quanto riguarda Belghali, sta meglio: ricordiamo che è stato fermo due mesi, quindi ha bisogno di tempo per rientrare in forma. Anche lui, come altri ragazzi, vuole crescere e tutti devono farlo grazie ai propri compagni e alla squadra. Questo vale per lui come per tanti altri giovani: la crescita passa sempre dal lavoro di squadra".
Tra i ragazzi che puntano a obiettivi personali, come Suslov, che ha recentemente guadagnato la convocazione in Nazionale, può essere una soluzione anche dal primo minuto per cambiare qualcosa a livello tattico?
"Sì, siamo molto contenti per la sua convocazione, perché era un suo obiettivo personale e mi aveva anche detto quanto ci tenesse. Sta migliorando e con la sua esperienza, tecnica e temperamento, può dare un contributo importante alla squadra".
Come sta Bradaric?
"Ha avuto un fastidio muscolare la settimana scorsa. Adesso sta rientrando, ha ricominciato a correre e penso che sarà disponibile dopo la sosta".
Sarr sta avendo molte difficoltà, cosa sta mancando a questo giocatore?
"È un ragazzo giovane, e nonostante abbia già fatto diverse esperienze, non possiamo considerarlo un calciatore fatto e finito. Ha grandi margini di crescita: quello che avete visto in partita contro il Bologna quando è entrato rispecchia quello che vediamo in settimana. Possiede ottime doti tecniche e atletiche, ma come tutti i giovani, oltre alle qualità fisiche, ha anche la sua emotività. Si impegna molto durante gli allenamenti, e ci è dispiaciuto il gol annullato perché poteva essere per lui un momento importante per sbloccarsi. Deve continuare a credere in sé stesso e non mollare mai. Il suo momento arriverà, perché ha grandi capacità".
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