Continua a tenere banco il tema delle trasferte vietate in Serie A, ma anche nelle altre competizioni del calcio italiano. Ogni fine settimana, infatti, le tifoserie devono fare i conti con settori ospiti chiusi o limitazioni di vario genere. Ha preso posizione recentemente Cristiano Lucarelli e lo ha fatto anche Maurizio Sarri, rispondendo in conferenza stampa a una domanda di Pianeta Atalanta. La questione, d'altronde, riguarda direttamente anche la tifoseria nerazzurra, che ha potuto godere di sole quattro trasferte libere nelle ultime ventidue gare giocate fuori casa. Ora a parlarne è stato anche Andrea Abodi, ministro dello Sport, rispondendo a una domanda di Andrea Antonioli, direttore di Contrasti, testata da sempre attenta alla tematica.

LE PAROLE DI ABODI - "La mia posizione è sempre la stessa, da quando ero presidente della B e partecipavo alle riunioni dell'Osservatorio, quando iniziai a parlarne col prefetto Manganelli, al quale va un pensiero visto che non c'è più, che era disponibile a ragionare su questi termini, ovvero la responsabilità individuale - ha evidenziato Abodi - Non può essere estesa a tutta una comunità indistintamente solo perché un manipolo di facinorosi che diventano spesso delinquenti, mette a ferro e fuoco non più lo stadio, ma le città e le autostrade". 

LA LINEA IN EUROPA - Una linea, quella sottolineata dal ministro, che si sposa con quella della Uefa, che anche recentemente ha ribadito come "i tifosi hanno il diritto di viaggiare e assistere alle partite e seguire la propria squadra sia in casa che in trasferta, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti. Questo è un aspetto consolidato e apprezzato della cultura calcistica europea. In questo contesto, i divieti di trasferta collettivi possono avere conseguenze importanti per i tifosi e la loro cultura, creando anche difficoltà operative per gli organizzatori delle competizioni e per i club". Parole chiare, che le istituzioni italiane non sembrano, però, aver recepito.

Sezione: News / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 16:36
Autore: Redazione
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