Conferenza della vigilia per Maurizio Sarri. L'Atalanta domani, domenica 20 settembre, sarà impegnata in casa della Juventus. Fischio d'inizio in programma alle 18 all'Allianz Stadium. Nella sala stampa del Centro Bortolotti di Zingonia il tecnico della Dea ha risposto alle domande dei giornalisti, toccando diversi temi: dai problemi in difesa alla pausa nazionali, dai divieti di trasferti per i tifosi nerazzurri alle possibili soluzioni a metà campo.

SULLA FASE DIFENSIVA - "Alla Lazio avevo il 90% dei giocatori che erano già stati con me, qui è una situazione diversa. La fase difensiva è stata fatta troppo bassa e troppo passiva. Nell'ultima partita ho visto segnali diversi, anche se non buone letture. Kossounou? Non c'è niente da gestire, gioca Kristensen".  

SUL PERIODO ALLA JUVE - "Né orgoglio né rimpianti. È stata un'esperienza strana e difficile, anche per motivi extracalcistici. È finita con una vittoria considerata scontata, ma non lo era. Ma è finita lì, ed è una pagina chiusa". 

SUL CALENDARIO PIENO - "Il calcio degli ultimi anni è questo. Mondiali che finiscono dopo metà luglio, mercato che finisce a settembre. Fra ottobre e novembre ci sono cinque settimane con le nazionali. Compri un giocatore il 31 di agosto e a metà novembre ha fatto dieci allenamenti con te. Serve andare dentro alle partite, sbagliare, accumulare errori e da quegli errori migliorare".

SUI CONTINUI ESONERI - "Io vedo due grandi responsabilità: giornalisti e dirigenti. C'è un'intervista a Klopp che dice che il lavoro di un allenatore il primo anno non si può vedere, figuriamoci il primo mese".

SU SANDRO MAZZOLA - "Quando scompaiono questi personaggi perdi una fetta dei tuoi ricordi e della tua vita. Un grande giocatore, era un piacere vederlo. Dalle figurine passi a seguire i Mondiali, lo vedi in campo in azzurro. Sono tutti ricordi che rimangono che poi svaniscono". 

SU KRISTENSEN - "A che punto è? Non so dire se ha fatto fatica a integrarsi nei quattro. Con noi si è allenato poco, negli ultimi dieci giorni per fortuna lo ha fatto sempre. Ha qualità individuali, chiaro che non può essere ancora inserito perfettamente".

SU SPALLETTI - "Domani sarà una partita dura, non per Spalletti, ma per chi scende in campo. Noi allenatori siamo molto collegati a loro, non abbiamo il joystick e non abbiamo tutto sotto controllo. Siamo legati al tipo di giocatori che abbiamo e al calcio che possiamo fare con questi giocatori. Ho un buon rapporto con Spalletti, gli anni che ero a Empoli lo vedevo almeno una volta a settimana, poi in campo ognuno penserà alla sua squadra".

SU RAPADORI - "Io mi ricordo che a Napoli incideva molto entrando dalla panchina. Ha fatto stagioni importanti. In questi due mesi ha fatto un periodo di molta fatica, anche a trovare la condizione, ma in questo momento è un giocatore in crescita. Nell'ultima partita mi sembra che entrando più centralmente abbia fatto meglio. Ho l'impressione di un giocatore vivo".

SU KOLASINAC E LA PERSONALITÀ DEL GRUPPO - "È un gruppo di giocatori di grande applicazione, professionalità e cultura del lavoro. Al livello di farsi sentire, di trascinare un gruppo siamo ancora un po' silenziosi. Kolasinac è uno di quei ragazzi che ci può dare una mano, ma spero nella crescita di giocatori giovani, ma già esperti. Da Scalvini per esempio mi aspetto di più a livello di personalità. Ha ampi margini in questo senso. Individualmente è molto forte, deve migliorare nelle letture di reparto. È un giocatore di livello assoluto. Il picco lo raggiungerà quando crescerà anche dal punto di vista della personalità". 

SU GAETANO E KESSIE - "Gaetano o Kessie? Ho ancora un giorno per pensarci, lasciatemi pensarci. Mi piacerebbe dirlo prima a loro che a voi... Possono giocare insieme? Penso di sì. Kessie ha un'esperienza per cui può fare diversi ruoli e lo stesso Gaetano. Penso che il futuro di Gaetano sia dov'è ora, mentre Kessie può ricoprire più ruoli".

SULLA MANCANZA DI 0-0 IN SERIE A -  "Se il tempo effettivo aumenta, aumenta la possibilità di fare gol e di fare errori. Penso sia una diretta conseguenza anche dei cambiamenti regolamentari. La mentalità è in evoluzione, raramente si vedono squadre che si arroccano in certi stadi. Può succedere, ma vedo molte più squadre che tendono a giocare". 

SULLA PARTITA DI DOMANI - "Che Atalanta vorrei? Un po' più propositiva. Quello dei primi venti minuti del secondo tempo di Roma, ma con minutaggio più ampio".

SULLA PAUSA NAZIONALI - "Cosa si fa con un gruppo ridotto? Si lavora sulla condizione fisica, tecnica e tattica individuale. Il problema calendario e nazionali è enorme e distruttivo. Io penso che le nazionali debbano essere confinate in un periodo di tempo. Così penso sia una situazione che non può andare avanti". 

SUI DIVIETI DI TRASFERTA E RESTRIZIONI - "Volete farmi fare la fine di Lucarelli? Può essersi espresso male, ma è condivisibile. Una pena collettiva non riesco capirla e a digerirla. Domani una persona di Bergamo con il figlio, che non ha mai commesso nulla allo stadio e fuori, non può andare a vedere la partita, è anticostituzionale. Sono vicino a tutti i nostri tifosi e condivido quello che pensano loro in questo momento". 

Sezione: Primo piano / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 15:24
Autore: Redazione
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