Lo scriviamo spesso: i numeri non dicono tutto, ma raccontano tanto. E i numeri di questo inizio di stagione dell'Atalanta parlano di una difficoltà evidente nel costruire occasioni da gol. A fotografare questa criticità sono i dati relativi agli expected goals, che vedono la Dea a quota 3,73 xG in quattro partite, pari a una media di appena 0,93 a gara: una produzione che colloca i nerazzurri al 19° posto in Serie A, davanti soltanto al Parma (3,66; 0,92 di media). Non un dramma, sia chiaro. La squadra è ancora un cantiere e quella pazienza predicata da più parti è, almeno per il momento, ancora necessaria. Ma quali possono essere le ragioni di questa, si spera momentanea, sterilità offensiva? Noi ne abbiamo individuate tre

1 - L'ATTESA DEGLI ESTERNI 

Un tema, senza dubbio centrale, è quello che riguarda gli esterni. Senza che questi siano in condizione, il 4-3-3 fa per forza di cose fatica. E, per ora, non lo sono ancora. Sarri non ha mai nascosto il suo dispiacere per il ritardato ritorno di De Ketelaere, a causa del Mondiali. Il belga è, sulla carta, il giocatore nerazzurro che più di tutti ha nei piedi la capacità di creare pericoli, ma in questa prima parte di stagione, complice anche un infortunio, non è ancora stato incisivo. Sull'altro lato, poi, Rowe, che dovrebbe avere i gradi del titolare, è arrivato da pochi giorni, in chiusura di mercato, e avrà bisogno di tempo per entrare nei meccanismi sarriani. Discorso diverso, invece, per Elmas e Raspadori. I due non sono esterni puri da 4-3-3, ma rendono meglio in altre posizioni. 

2 - MODULO E CARATTERISTICHE 

Qui si inserisce il secondo tema, quello che più di tutti potrebbe incidere nel lungo periodo: il modulo. Questa squadra ha davvero le caratteristiche ideali per un 4-3-3 sarriano o potrebbe rendere meglio con un 4-2-3-1? Gaetano non ha deluso nelle prime uscite, ma resta una scommessa nel ruolo di play, fondamentale per il modo di giocare del tecnico toscano. L'alternativa, almeno nella testa di Sarri, sembra essere Kessie, che andrebbe però altrettanto bene in un centrocampo a due, magari accanto ad Ederson. E ancora: Raspadori, in un 4-2-3-1, potrebbe tornare nel suo ruolo naturale, quello di seconda punta/trequartista, che potrebbe essere uno slot interessante anche per Pasalic o Samardzic

3 - PRIMA LA DIFESA 

Il terzo tema è, infine, legato alle sensazioni, pur confermato anche dai fatti. L'Atalanta vista in queste prime uscite ha mostrato molto spesso un atteggiamento estremamente prudente. Una scelta, con ogni probabilità, legata alla necessità di consolidare una fase difensiva completamente nuova. Impossibile, senza ancora i giusti meccanismi, riuscire a tenere un baricentro alto, caratteristica utile e necessaria per aumentare la pericolosità in fase offensiva. A conferma di questa chiave di lettura, il lavoro fatto quotidianamente da Sarri a Zingonia. Il tecnico in questi primi mesi si è concentrato soprattutto su esercitazioni difensive. È dalla solidità del pacchetto arretrato, d'altronde, che deve trovare linfa la rivoluzione tattica in corso. Ed è anche il compito più complesso per una squadra che, per dieci anni, ha obbedito a principi diametralmente opposti.

Sezione: Primo piano / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 12:02
Autore: Gianluca Pirovano
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