All'Atalanta è rimasto per due stagioni, a cavallo tra il 2012 e il 2014, raccogliendo 40 presenze tra Serie A e Coppa Italia e segnando 10 gol. Quella in nerazzurro per Giuseppe De Luca, soprannominato la "zanzara", è stata l'esperienza più importante della carriera da calciatore, l'unica nel massimo campionato italiano. Con la Dea ha esordito e segnato il suo primo gol in Serie A. Così, inevitabilmente, ne ha parlato nella lunga intervista rilasciata a Fanpage

SULL'ARRIVO A BERGAMO - "Innanzitutto, sembra tutto un po’ assurdo, ma la scelta non è stata facile. Ricordo ancora quando ho ricevuto la telefonata del mio procuratore. Era estate e stavo facendo la preparazione con la squadra. Mi ero ripromesso di non andar via prima di aver portato il Varese in Serie A e, dunque, non sapevo cosa fare. Ho chiamato il capo Ultras del Varese, che era anche un amico visto che io andavo in curva fin da ragazzino, per chiedere consiglio. E lui mi fa: 'Ma sei pazzo? Qui hai fatto quello che dovevi, hai onorato la maglia, te lo sei meritato. Vai!'. Mi ha tolto un peso, perché avevo un po’ di dubbi. Senza quella chiacchierata non so come sarebbe finita...".

SUI COMPAGNI - "I più forti con cui ho giocato? Difficile dirlo, perché in Under 21 facevo coppia con Immobile, ma c’erano anche Insigne, Florenzi, Verratti. Poi, più avanti ho giocato anche con Brienza, che era un fenomeno e avrebbe meritato molto di più, ma anche con Bonaventura. Livaja era un talento fuori di testa: forte forte, ignorante al punto giusto. Destro, sinistro, di forza ma tecnico. Solo che aveva la testa a forma di noce di cocco".

SULLA CARRIERA - "Perché dopo Bergamo non ho più giocato a quei livelli? Diciamo che non ho sempre fatto la vita "regolare". Come dico sempre, la notte mi ha fregato (sorride, ndr). Niente di che, intendiamoci, ma non mi sono fatto mancare nulla, mi sono divertito. D’altronde, ero un ragazzino...". 

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Sezione: News / Data: Mer 03 giugno 2026 alle 09:19
Autore: Redazione
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