Se sul campo per l'Atalanta è stata una stagione altalenante, sugli spalti, almeno in trasferta, è stata una stagione disastrosa. Non di certo per colpa dei tifosi nerazzurri, che non hanno mai fatto mancare il loro supporto: la responsabilità è da cercare altrove. Nelle autorità, che hanno reso quasi impossibile ai supporter della Dea poter seguire la squadra lontano da Bergamo, almeno tra Serie A e Coppa Italia. E a nulla sono servite le proteste.

UN PERCORSO AD OSTACOLI - I numeri, in questo senso, sono emblematici. Delle diciannove trasferte di campionato, solo quattro non hanno previsto limitazioni: Parma, Udine, Reggio Emilia col Sassuolo e Cagliari. Per il resto, un vero e proprio percorso ad ostacoli. Quattro divieti assoluti (Torino sia col Toro sia con la Juventus, Cremona e Como), un divieto quasi totale (a Napoli, dove l'acquisto dei tagliandi era vietato ai lombardi e ai tedeschi) e ben dieci trasferte con obbligo di Dea Card, che diventano undici se si aggiunge anche quella con la Lazio per la semifinale di Coppa Italia. Imposizione, quella della tessera del tifoso, che di fatto ha precluso la presenza dei gruppi del tifo organizzato nerazzurro, che non hanno mai aderito al programma di fidelizzazione. 

L'EFFETTO SUI NUMERI - Il risultato di una stagione da "osservati speciali" lo si vede nei numeri, bassissimi, degli atalantini in trasferta. Se si prende in considerazione anche la trasferta di Napoli, sulla carta non vietata ma "limitata" (erano in 9 nel settore ospiti del Maradona), e si escludono chiaramente i quattro divieti assoluti la media di presenze nel settore ospiti per le gare esterne dell'Atalanta dice 466 spettatori. Senza prendere in considerazione Napoli, invece, la media sale a 499 presenze

LA MEDIA SENZA TESSERA - Il minimo stagionale si è registrato nell'ultima uscita, quella di Firenze, con 65 tifosi atalantini nel settore ospiti. Il massimo, invece, col Sassuolo al Mapei Stadium, con 1.788 tagliandi staccati nonostante i 39 euro di biglietto. Curioso notare come la media delle quattro trasferte libere sia di 1.133 presenze ospiti, nonostante tra queste ci sia la difficilissima trasferta in Sardegna, di lunedì alle 18.30.

Sezione: Primo piano / Data: Ven 29 maggio 2026 alle 16:43
Autore: Gianluca Pirovano
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