Cento presenze (fra tutte le competizioni) con la maglia dell’Atalanta, raggiunte nella sfida contro la Juventus. Un traguardo che, nel caso di Sead Kolasinac, 32 anni sulla carta d’identità (festeggerà i 33 il 20 giugno), pesa più dei numeri (due gol e cinque assist) perché racconta soprattutto l’impatto avuto in quasi tre anni a Bergamo. Arrivato nell’estate 2023, non più giovanissimo ma già nel pieno della maturità, il centrale bosniaco si è imposto in fretta come una delle colonne della squadra nerazzurra, rientrando tra i protagonisti assoluti della vittoria dell’Europa League.
Cento presenze che, probabilmente, potevano essere anche di più. Il suo percorso a Bergamo è stato infatti segnato da diverse noie muscolari e, soprattutto, dal pesante infortunio al ginocchio rimediato a fine della scorsa stagione, uno stop che lo ha costretto a saltare la preparazione estiva e i primi mesi di quella in corso. Quando è stato a disposizione, però, Kolasinac è sempre stato una delle prime scelte: per qualità e per l’esperienza maturata in piazze come Arsenal, Marsiglia e Schalke 04. Un profilo che si è fatto rispettare ovunque e che a Bergamo ha trovato una dimensione naturale, diventando uno dei giocatori più apprezzati dal pubblico per atteggiamento, disponibilità e quella capacità, come si dice da queste parti, di sudare la maglia.
Ed è anche da qui che si arriva al tema del futuro. Come appreso da Pianeta Atalanta, il contratto scade nel 2026 con un’opzione a favore del club per il prolungamento fino al 2027 (esercitabile, ricordiamo, dal 1º luglio). La sensazione, considerando che Kolasinac è uno dei leader carismatici dello spogliatoio ed è molto apprezzato sia dalla società sia dallo staff tecnico, è che ci siano margini per andare avanti insieme. Le valutazioni, però, verranno fatte a fine stagione, seduti a un tavolo, anche in base alle condizioni fisiche del giocatore e alla sua volontà, a ridosso del 33º compleanno e dell’inizio del Mondiale (conquistato dalla sua Bosnia attraverso i playoff che hanno visto l’Italia restare esclusa).
Autore: Nicholas Reitano / Twitter: @NicoReitano
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