Mattia Caldara ha chiuso la sua carriera da calciatore nel 2025, dopo un percorso che lo ha visto crescere nel settore giovanile dell'Atalanta e vestire, tra le altre, le maglie di Milan, Venezia, Spezia e Modena. Oggi l'ex difensore nerazzurro sta per ottenere la licenza Uefa B da allenatore, insegna calcio ai bambini dell'Azzano Calcio e ha già avuto alcune apparizioni da opinionista per Dazn. Intervistato da L'Eco di Bergamo, Caldara, rimasto molto legato alla Dea, si è soffermato sulle difficoltà incontrate dall'Atalanta di Maurizio Sarri in questo avvio di stagione e sul tempo necessario per assimilare una filosofia profondamente diversa rispetto a quella degli ultimi anni. Di seguito alcuni dei passaggi più interessanti.

SULLE DIFFICOLTÀ DELL'ATALANTA - “Da atalantino sapevo che l'inizio non sarebbe stato facile e immagino che se lo aspettasse anche la società: era logico che non si potesse subito andare forte, visto il cambio di filosofia. È cambiato tutto: ora si fa l'opposto di ciò che è stato fatto per dieci anni. Sarri è un perfezionista e a livello tattico dà tante nozioni, che vanno in conflitto con ciò che era stato appreso in precedenza. Ci sono giocatori che vanno in difficoltà più di altri”.

SUI TEMPI DEL NUOVO CORSO - “È difficile resettare: spero che duri poco e che il tecnico riesca a entrare nella testa di tutti. Mi auguro di tornare a vedere un'Atalanta che gioca per vincere e che diverte, che ci mette la grinta e va all'attacco. Non dimentichiamo che a Napoli Sarri faceva un gran calcio, da avversario ho bei ricordi: magari non si possono raggiungere quei livelli perché certi giocatori non sono replicabili, ma mi aspetto un'altra Atalanta. E già nelle ultime partite ho iniziato a vedere qualcosa”.

Sezione: Primo piano / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 11:32
Autore: Redazione
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