Il piatto piange, inutile nascondersi. Non tanto per i risultati. O meglio, non solo per quelli, che comunque faticano ad arrivare, ma anche e soprattutto per una generale sensazione di smarrimento che sembra serpeggiare in campo e fuori. Sul terreno di gioco l'Atalanta non sta trovando la continuità che le serve. Lampi di gioco qua e là hanno illuso che la strada fosse ormai imboccata, ma si sono rivelati, per ora, fragili illusioni di un percorso che si sta rivelando più complesso del previsto. 

LA PAZIENZA DI COSTRUIRE - Nessuno, nel mondo nerazzurro, si illudeva sarebbe stata una passeggiata. Una rivoluzione copernicana per chiudere un'era unica e forse irripetibile. Per cambiare il modo di pensare di un ambiente plasmato da anni di calcio verticale, intenso, aggressivo. Normali, quindi, gli appelli alla pazienza, ripetuti in maniera spasmodica e recepiti da una piazza ormai matura, nonostante i possibili capogiri di stagioni da Dea in mezzo ai giganti. La cultura del lavoro e dell'attesa. Tutto il tempo che serve per ricostruire, per poter essere ancora grandi, anche se con un abito diverso. 

QUAL È L'OBIETTIVO? - Ecco, forse il problema più grosso di questo difficile inizio di stagione sta proprio lì. Questa Atalanta ha ancora voglia di essere grande? Perché quel senso di smarrimento di cui sopra in campo lo si può anche accettare. È fuori che rischia di diventare un problema. Perché la pazienza, pur non infinita, si riesce ad avere quando si intravede l'obiettivo da raggiungere. Ma quel è l'obiettivo di questa Atalanta? Una domanda posta più volte in questi mesi, ma rimasta senza risposta. Ma di una risposta Bergamo sembra averne particolarmente bisogno, oltre a meritarla, perché inizia a sentirsi smarrita.

E allora, in momenti come questi, servirebbero parole chiare e dirette da parte di Cristiano Giuntoli e, soprattutto, Luca Percassi. Che servano per ammettere che sarà un anno di passaggio. O per dire che non si pensava di essere così indietro arrivati a questo punto della stagione, ma l'obiettivo resta l'Europa. O ancora, che i 40 punti sono l'obiettivo primario. Farlo renderebbe più chiaro l'orizzonte e più facile remare tutti dalla stessa parte. Qualcosa di cui oggi l'Atalanta ha dannatamente bisogno.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 21:24
Autore: Gianluca Pirovano
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