Lo avevamo scritto dopo la sconfitta contro il Milan: l’Atalanta doveva tirare fuori gli attributi. Una squadra troppo passiva, senza personalità, con poco entusiasmo e priva di una vera leadership, tanto tecnica quanto morale. Poi è arrivata la sconfitta contro l’Ajax, in una partita di fatto mai giocata. Infine, il folle pareggio per 4-4 contro il Frosinone, che ha confermato tutte le difficoltà che stanno accompagnando la Dea in questo inizio di stagione, soprattutto in fase difensiva. Una reazione, questa volta, c’è stata, e dopo un avvio di gara del genere (con un gol preso dopo pochi secondi) non era affatto scontato. Ma segnare quattro reti e non riuscire comunque a conquistare i tre punti è un altro segnale evidente di quanto questa squadra sia ancora lontana da ciò che dovrebbe essere.

IL MESSAGGIO DELLA CURVA - E proprio quello che avevamo scritto esattamente sette giorni fa è diventato oggi il coro della Curva Nord, che al triplice fischio ha fatto sentire, giustamente, la propria voce: «Tirate fuori i c******i» è stato il coro intonato dal tifo organizzato con la squadra sotto il settore. Un messaggio che serviva, perché società, allenatore e giocatori devono comprendere quale sia oggi il sentimento della tifoseria, che nonostante tutto resta sempre e comunque al fianco della squadra, come dimostrato dal successivo coro «Alè Atalanta», ma la cui pazienza sta iniziando a esaurirsi. Lo avevano già dimostrato i primi fischi dopo appena dieci minuti, davanti a una partenza terribile, al netto dell’errore individuale di Ederson. Fischi tornati nel corso della gara, fino a esplodere al termine della partita. Perché qui si parla soprattutto di atteggiamento, di carattere, di rispetto per una maglia che va sudata fino all’ultimo minuto. Le prossime partite contro Fiorentina e Parma, a questo punto, peseranno. E non poco.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 20:09
Autore: Redazione
vedi letture