Costinha è tornato a parlare della sua travagliata esperienza all'Atalanta, dove, ricordiamo, arrivò nell'estate del 2007 dopo aver vinto, tra le altre cose, una Champions League con il Porto di José Mourinho. L'ex centrocampista portoghese (oggi allenatore), che in nerazzurro collezionò appena una presenza, ha ripercorso in un'intervista alla Gazzetta dello Sport i motivi della sua esclusione dalla squadra, tornando ad accusare la dirigenza dell'epoca. Il riferimento sarebbe a Carlo Osti e Cesare Giacobazzi, al tempo rispettivamente direttore sportivo e direttore generale, sui quali il portoghese aveva già espresso critiche in una vecchia intervista al Corriere della Sera, rispondendo a una domanda che citava esplicitamente entrambi. Alla Gazzetta, Costinha ha raccontato: “Io a Bergamo ero arrivato con grandi aspettative. Giocare in Serie A era il mio sogno, sono cresciuto guardando il Milan degli olandesi e l'Udinese di Zico. Così, anche se ero il vicecapitano dell'Atletico decisi di accettare. Mi voleva Delneri che mi aveva avuto al Porto per un paio di mesi. Giocai la prima, poi mi feci male e da lì... non mi hanno più preso in considerazione. Non mi facevano nemmeno allenare con la squadra”.

IL TRASFERIMENTO ALL'INTER BLOCCATO DALL'ATALANTA - L'ex centrocampista ha poi rivelato un retroscena relativo al possibile trasferimento all'Inter del suo ex allenatore Mourinho. Un'operazione che, secondo la sua versione, sarebbe saltata per volontà della società bergamasca: “Io nel 2009 mi accordo con Mourinho per andare all'Inter. Tanto all'Atalanta non giocavo, passavo le domeniche in tribuna, e José pensava che uno con la mia esperienza avrebbe fatto comodo nel suo spogliatoio. Sarei dovuto andare a Milano in uno scambio con Dacourt. Poi all'improvviso l'Atalanta bloccò tutto. Ma come, non gioco mai, parlate male di me e volete tenermi qui a marcire regalandomi lo stipendio? Credo che se fossi andato via e avessi fatto bene qualcuno avrebbe perso la faccia. Magari sarei passato dallo stare in tribuna alla vittoria del Triplete”.

GLI ALLENAMENTI CON MOURINHO E LE ACCUSE ALLA DIRIGENZA - Costinha ha ricordato anche la reazione di Mou alla mancata operazione e le visite ad Appiano Gentile, dove seguiva gli allenamenti dell'Inter mentre a Bergamo era costretto a lavorare separatamente dal gruppo: “Mi chiamò dicendomi che era assurdo, ancora me lo ricordo. Io quindi andavo lo stesso ad Appiano a vedere i suoi allenamenti. Tanto a Bergamo mi facevano correre da solo, in orari diversi. Quindi scappavo... e andavo da José”. Nemmeno l'arrivo di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra avrebbe poi cambiato la situazione: “Anche se so che Antonio mi voleva. Mi prese da parte e mi disse che sarei stato importante. Ma scoprii pure lui di avere le mani legate. Purtroppo, due dirigenti che erano ancora lì decidevano e mi hanno fatto vivere una vita infernale. Poi mi dispiace perché la città è bellissima, così come la tifoseria e i compagni. Pensi che abbiamo ancora un gruppo WhatsApp io, Doni, Floccari, Talamonti e tutti gli altri. Sono triste di non aver potuto dare il mio contributo per colpa di due incompetenti”.

Sezione: News / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 22:42
Autore: Redazione
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