L’Atalanta ha conquistato l’accesso alla fase campionato di Conference League superando l’Hapoel Tel Aviv a Miskolc e lo ha fatto anche grazie a Marco Carnesecchi, decisivo nel finale con una grande parata su Buskila che ha difeso il vantaggio nerazzurro. Al termine della sfida, il portiere della Dea ha parlato in zona mista, dove tra i microfoni presenti c’era anche quello di Pianeta Atalanta, commentando la qualificazione, la prestazione della squadra e il momento dei nerazzurri.

SULLA PARTITA - “È stata una partita molto difficile. Nel primo tempo loro erano molto aggressivi e ci hanno tolto il nostro fraseggio, poi nel secondo siamo venuti fuori con le nostre qualità e alla fine è arrivato il risultato, che era la cosa più importante”.

SULLA PARATA - “La parata? Sì, ci ho messo una pezza. Ma, a parte gli scherzi, siamo felici. Oggi l’obiettivo non era il punto singolo, era portare a casa la qualificazione. Belli o brutti non ci interessa: l’importante è portare il nome dell’Atalanta sempre più in alto, giocando ancora le coppe europee”.

SUL MOMENTO DELLA SQUADRA - “Siamo in rodaggio, ci sono alti e bassi durante le partite. È una cosa su cui dobbiamo lavorare tanto durante la settimana: serve tenere il ritmo alto. Lavoreremo sodo e non vediamo l’ora di dare il nostro meglio”.

SUI RICHIAMI A SCALVINI E KOSSOUNOU - “Penso che abbiano bisogno di una voce e di una mano. Sono due ragazzi che non sono grandi comunicatori. Cerco di dargli una mano, ma non è facile dalla mia distanza. Cerco sempre di tenerli sull’attenti, perché i centrali devono essere sempre pessimisti. Cerco di aiutarli come loro aiutano me”.

SU SE STESSO - “Voglio essere il Carnesecchi dell’anno scorso, visto che è andata molto bene. Cerchiamo di dare sempre il meglio, sia fisicamente che mentalmente. Recuperiamo le energie per essere la miglior versione di noi stessi”.

SUL FUTURO - “Dove voglio arrivare? In alto”.

Sezione: News / Data: Ven 28 agosto 2026 alle 00:37
Autore: Giada Dezio
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