Si sono chiuse le indagini legate all'omicidio di Riccardo Claris, 26enne tifoso dell'Atalanta, ucciso da una coltellata sferrata dal 19enne Jacopo De Simone la notte tra il 3 e il 4 maggio, a pochi passi dallo stadio di Bergamo. Tutto era nato poco prima, in Borgo Santa Caterina. In un bar De Simone e un gruppo di amici avrebbero intonato un coro dell’Inter, scatenando la reazione del gruppo di Claris. Qualche insulto e la tensione che si sposta fuori dal bar e fino sotto all'abitazione di De Simone, nella vicina via dei Ghirardelli. Poi, quando tutto sembrava scemato, il fendente mortale, sferrato dal 19enne con un coltello recuperato in casa.

Come spiega Bergamonews, l'accusa per De Simone, oggi in carcere a Brescia, è omicidio volontario aggravato da futili motivi “legati a rivalità calcistiche tra tifoserie contrapposte” (ma in nessun modo legati al mondo del tifo organizzato). Un aggravante da ergastolo quella contestata a De Simone, accusato anche di porto abusivo di coltello.

Il pm ha stralciato, invece, in fascicoli indipendenti la posizione dei tre amici della vittima - 29, 21 e 17 anni - accusati di minacce aggravate. Restano fuori dall’inchiesta, infine, i ragazzi che erano con De Simone quella sera: sul loro conto non sono emersi indizi di concorso o favoreggiamento.

Mercoledì sera, in occasione della sfida di Champions a Francoforte, Riccardo è stato ricordato sia dalla tifoseria nerazzurra sia da quella tedesca, storicamente gemellata, con striscioni e cori.

Sezione: Primo piano / Data: Ven 28 novembre 2025 alle 10:43
Autore: Redazione
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