La storia di Bortolo Mutti e dell'Atalanta sono indissolubilmente legate. Il tecnico classe 1954 è nato in provincia, a Trescore Balneario, e della Dea è stato prima giocatore e poi allenatore (in due diverse esperienze). Normale, quindi, la definisca "casa" in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport nella quale ha ripercorso la sua carriera. 

SULL'ATALANTA - "La Dea è infanzia, casa. Da bambino facevo 20 km in bici per vedere l’Atalanta".

IL PARAGONE DEA-MESSINA - "Un gruppo così unito non l’ho più trovato. I messinesi ancora mi fanno piangere. Al nord era come giocare in casa. Eravamo l’Atalanta di oggi, battemmo Milan e Roma mettendo paura alle altre grandi".

SU ILICIC - "Un giocatore del mio Palermo da ricordare? Ilicic. Introverso, ma forte. Dissi a Budan di farlo stare in compagnia perché già all’epoca si portava dietro quel malessere che sappiamo. Soffriva, stava per conto suo, ma quando voleva vinceva da solo". 

SUL GIOCARE NEL BRESCIA DA BERGAMASCO - "Tosta. In paese mi prendevano in giro, segnai in un derby e qualcuno mi tolse il saluto. Per fortuna, nel 1981, sono tornato alla Dea ed è stato favoloso. Una cavalcata incredibile dalla C alla A". 

Qui l'intervista integrale.

Sezione: News / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 11:32
Autore: Redazione
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