La finale del Mondiale 2026 (in programma domenica 19 luglio alle ore 21 italiane) è sempre più vicina e, nell’attesa di scoprire quale nazionale alzerà la coppa più prestigiosa del mondo, vale la pena ripercorrere il legame che le due finaliste, Spagna e Argentina, hanno avuto con la storia dell’Atalanta. Prima di parlare della lunga tradizione di giocatori, bisogna evidenziare che anche nell’attuale Albiceleste c’è una grande rappresentanza nerazzurra. A guidare la Selección c’è il ct Lionel Scaloni, che ha vestito la maglia della Dea dal 2012 al 2014. Tra i giocatori a disposizione ci sono poi il “Cuti” Romero, acquistato dall’Atalanta nel 2021 e venduto al Tottenham l’anno successivo per 50 milioni di euro, e Juan Musso, uno dei protagonisti della vittoria dell’Europa League nel 2024.
DNA ARGENTINO NELLA DEA - L’Argentina è il Paese più rappresentato tra gli stranieri che hanno vestito la maglia dell’Atalanta, con ben 23 giocatori. Tra i più celebri non si può non iniziare dal “Papu” Gomez, autore di 59 gol in nerazzurro e campione del mondo con l’Albiceleste in Qatar nel 2022. Un altro grande protagonista è stato “El Tanque” German Denis, che ha realizzato 56 reti ed è stato recentemente protagonista di un simpatico siparietto con l’attuale commissario tecnico argentino in conferenza stampa. Infine, bisogna ricordare Claudio Caniggia, autore di 48 presenze con la Sele e vincitore della Copa America del 1991.
Oltre a loro, diversi altri argentini hanno lasciato il segno, chi per più tempo e chi per meno, a Bergamo. Tra questi, Jose Luis Palomino, cardine della difesa nerazzurra per sette anni, Emiliano Rigoni, Facundo Parra, Carlos Matheu, il “Frasquito” Maxi Moralez, autore di cinque grandi stagioni a Bergamo, Maximiliano Pellegrino, Leonardo Talamonti e Fernando Tissone. Guardando ancora più indietro, nel secolo scorso, si ricordano Leonardo Rodriguez, Miguel Longo, Salvador Calvanese, Raul Conti, Mario Sabbatella, Hugo Lamanna, Victor Jose Pozzo e Nahuel Oviedo, il primo argentino a vestire la maglia dell’Atalanta.
LA SPAGNA E LO "0" - Completamente diversa, invece, la situazione sul fronte spagnolo: nessun giocatore spagnolo ha mai disputato una partita ufficiale con la prima squadra dell’Atalanta. Recentemente Albert Navarro, dell’U23, si è avvicinato a interrompere questa statistica. Fu infatti convocato da mister Palladino in occasione dello scorso Lecce-Atalanta, senza però entrare in campo. Se dal punto di vista dei giocatori la tradizione spagnola è praticamente assente, negli anni sono comunque passati due membri dello staff di nazionalità spagnola. Il primo è Heriberto Herrera che, nato e cresciuto in Paraguay, dopo il trasferimento all’Atlético Madrid, dove militò per sette stagioni, ottenne la cittadinanza spagnola e collezionò una presenza con la nazionale nel 1957.
Da allenatore arrivò all’Atalanta nel novembre del 1973, rimanendovi fino al novembre dell’anno successivo. Il secondo è Guillermo Aladren Perez, fisioterapista della prima squadra per due stagioni e membro dello staff che conquistò l’Europa League nel 2024. L’estate successiva decise poi di seguire Gian Piero Gasperini nella sua avventura alla Roma. L’ultimo nome spagnolo da citare è quello di Marc Pubill. Il terzino era stato a un passo dall’Atalanta nell’estate del 2024 ma, arrivato a Bergamo, non superò le visite mediche, tornando così all’Almeria. L’estate successiva fu acquistato dall’Atletico Madrid, dove ha disputato un’ottima stagione, guadagnandosi la convocazione del ct De La Fuente per il Mondiale negli Stati Uniti. Nel torneo, però, ha giocato soltanto un minuto nella partita contro l’Austria.
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