Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Sono queste le città italiane (alcune con stadi già esistenti e pronti, altre invece con importanti lavori di ristrutturazione in corso o nuovi impianti in programma) che hanno presentato la documentazione per candidarsi a ospitare gli Europei del 2032, torneo che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia.

Scorrendo l’elenco, però, sorge spontanea una domanda: e Bergamo? La città dell’Atalanta (recentemente indicata da Il Sole 24 Ore tra le migliori città del Bel Paese nell’Indice di Sportività) non compare fra le sedi in corsa. Un’assenza per certi versi paradossale, considerando che la New Balance Arena è uno degli impianti più moderni e apprezzati d’Italia, ma la sua capienza resta troppo ridotta rispetto agli standard richiesti.

LA CAPIENZA DELLA NEW BALANCE ARENA - L’impianto nerazzurro può infatti accogliere circa 25mila spettatori, mentre la Uefa richiede una capienza minima di 30mila posti anche per gli stadi destinati alla fase a gironi del torneo. Senza un ampliamento, dunque, presentare la candidatura sarebbe stato inutile, perché la New Balance Arena non avrebbe comunque superato la verifica dei parametri.

Detto questo, in linea teorica, l’impianto avrebbe potuto essere ampliato nei prossimi anni, ma la mancata candidatura lascia intendere che un intervento di questo tipo non rientrasse nei programmi della Dea, proprietaria dello stadio. Lo stesso limite riguarda poi altri impianti moderni e funzionali, come ad esempio quello di Udine, anch’esso da circa 25mila posti, e il futuro nuovo stadio di Venezia, la cui capienza prevista si fermerà intorno alle 10mila unità.

SARANNO CINQUE GLI STADI ITALIANI SCELTI - Al di là dei singoli casi, la selezione, ricordiamo, sarà particolarmente ristretta. L’Italia dovrà infatti mettere a disposizione soltanto cinque stadi, ai quali si aggiungeranno i cinque scelti dalla Turchia per arrivare ai dieci impianti complessivi di Euro 2032. Prima di individuare le sedi definitive, la Figc ha quindi raccolto entro il 31 luglio la documentazione delle città interessate, così da verificare il rispetto degli standard infrastrutturali, autorizzativi, finanziari e organizzativi richiesti dall’organo europeo.

In questa prima fase, come detto, si sono fatte avanti 13 città con 16 stadi. I dossier saranno ora sottoposti all’istruttoria tecnica e, al termine delle valutazioni, la Federazione dovrà scegliere soltanto cinque impianti italiani da proporre alla Uefa entro il 1° ottobre. Da quel momento resteranno in corsa soltanto le sedi considerate pienamente conformi ai requisiti richiesti per ospitare la competizione.

Sezione: News / Data: Sab 01 agosto 2026 alle 14:46
Autore: Redazione
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