Loris Margotto è stato per sette anni dirigente nel Settore giovanile dell'Atalanta, dove era arrivato portato dall'allora responsabile Maurizio Costanzi e Giovanni Sartori, all'epoca direttore sportivo. In un'intervista a L'Arena ha ripercorso la sua carriera, parlando anche degli anni passati a Zingonia. 

SU COSTANZI - "Visionario. Con una grande capacità di creare gruppi di lavoro, di trovare la sintesi nella diversità, ci ha formato tutti. Per la nazionale dovrebbero chiamare lui, peccato abbia smesso".

SU SARTORI - "Sartori è più individualista: maniacale, imbattibile, si dedica 24 ore su 24 al lavoro. È un fuoriclasse, come dimostra l’ultima cessione di Castro alla Roma. Giovanni e Maurizio si integravano alla perfezione". 

SULL'ATALANTA - "Sette anni eccezionali. Un club con una grande tradizione di settore giovanile e strutture all’avanguardia. E poi ho vissuto il periodo migliore della storia dell’Atalanta, sostenuta da un meccanismo virtuoso di vendita di ragazzi del settore giovanile che ha alimentato la prima squadra. Con la capacità imprenditoriale dei Percassi di costruire un patrimonio. E poi Sartori che ha fatto miracoli. Ogni anno è stato migliore del precedente, con gente seria e uno come Gasperini che aveva un carattere difficile ma in campo era un martello". 

SU PALESTRA E SCALVINI - "Palestra è esploso grazie a Marco Fioretto che ha avuto l’intuizione di spostarlo sulla destra. Scalvini fino agli allievi non era molto considerato, tanto che avevamo tantissimi giocatori in nazionale e lui no".

Qui l'intervista completa.

Sezione: News / Data: Lun 03 agosto 2026 alle 18:02
Autore: Redazione
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